venerdì 9 novembre 2007

23 - estinzione e distinzione


“ In fondo la vita è in se stessa una grande insonnia
e c'è un lucido risveglio brusco
in tutto quello che pensiamo e facciamo.
Ogni cosa che è stata nostra,
seppur solo per accidente di convivenza o di visione,
appunto perchè è stata nostra diventa noi stessi. “



“ sorgi e distruggili ! “
volevo sussurrare: “impiccatevi”
che io posso tutto
mentre vi ammonticchiate
nella vostra lenta marcizione
mentre piove,mentre la notte
ammanta col suo inchiostro vischioso
la tremula luce televisiva
al di là di orribili finestre
il sole non ha mai smesso di splendere
è così facile da visualizzare
è così semplice da concepire

[ i grandi ideali dell’umanità ...
solo avariati avanzi di colossali disillusioni ]

estinzione,estinzione,estinzione
mentre variopinti ometti mansueti
fanno a gara per decretare il Dio “migliore”
ed ometti un pò più feroci
bombardano altri ometti
un pò meno attrezzati
quello stesso Signore dei Missili
s’aggira con occhio furbo
(è monoculare – del resto...)
con un barile di petrolio in una mano
e una saetta nell’altra (la destra)

estinzione,estinzione,estinzione
mentre Unica Stella *
io resisto,esisto e persisto
altri ometti dalle candide vesti
in mostruosi laboratori
studiano nuove forme di virus
moderni scettri molecolari
coi quali proclamare
una superiorità da conigli
sopra un popolo di tacchini

estinzione,estinzione,estinzione
che la distruzione avanza
che IL SOLE NON SMETTE DI SPLENDERE
sulle masse impazzite
spazzando via ogni recinto
che la tua mente vorrebbe porre
sulle praterie del Vero
per preservare una specie malata
e mentre percorre ogni senso comune
i suoi implacabili raggi
vanno oltre l'intelligenza
ed oltre l'amore,di più
li sferzano entrambi come cavalli
costretti in un fatale galloppo
illuminando la pena infinita
di quei microbici (presunti) individui
rinchiusi nelle proprie tane-paure
insetti della commiserazione
esseri troppo complicati e stupidi
per abbandonarsi alle magiche correnti
che da sempre attraversano
i pascoli dello Spazio e del Tempo
e ad esse offrirsi
come la vita si offre alla vita
così come io amo offrirmi all'odore dei pini
in certe calde giornate
mentre gli "altri" (ognuno a modo proprio)
preferiscono guardare dritta negli occhi
l a - R e a l t à –
e se ne fanno ipnotizzare
paralizzati topolini davanti al cobra
così come adoro leggermi dentro
in equilibrio su una gamba sola
sopra lo sgabello traballante
dell’incertezza salvifica del domani
così mentre il SOLE splende
tante idee,tanti brividi,tante spade
a luccicare sui balconi ingordi
di orizzonti sempre più vasti
da poterlo vedere affogare nel mare
all’ora del tramonto – il SOLE

io > al centro dello specchio
armato di gladioli – mi estinguo

29 commenti:

stefano ha detto...

io non ho mai capito se il sesto senso fosse quello della vita. io al massimo in vita come senso ho quello dell'appetito. saluti.

dawoR*** ha detto...

grazie del passaggio e ... buon appetito :) dawoR***

alba ha detto...

il sesto senso e quello che organizza i primi cinque ... o no?
un saluto!

rita ha detto...

a Ti ringrazio per l'amicizia e mi scuso per il poco tempo che dedico alle visite ai blog degli amici, ma spero di trovare un po' più di tempo per poter ricambiare. Buon weekend Rita

dawoR*** ha detto...

alba* : non lo so,io di sensi ne avrò almeno centomila

rita* : passa un buon WE anche tu

:) dawoR***

Fabioletterario ha detto...

Hai una produzione vulcanica e uranica... Non so come ci riesci!

dawoR*** ha detto...

in realtà parto da pochi concetti
(circa sette come le note) che però poi rielaboro all'infinito

:) dawoR***

diamanta ha detto...

Help che cupo il tuo post di oggi!!!!

^__^

dawoR*** ha detto...

Ne seguiranno anche di peggiori - che vuoi farci - sto sintonizzato col mondo :) dawoR***

imprecario ha detto...

però! un bel modo di estinguersi

dawoR*** ha detto...

ciao imprecario - mò ti linko

:) dawoR***

ilMaLe ha detto...

Sartre ci insegna che siamo omuncoli. viviamo giusto per respirare. solo la cultura ci può salvare. Oltre al sesso.

dawoR*** ha detto...

La mia salvezza è la bellezza della Natura :) dawoR***

Anonimo ha detto...

Ciao DawoR***.
Grazie del passaggio e del sorriso. Oggi sono d'accordo completamente con il tuo post-desiderio: estinzione estinzione estinzione. Staranno tutti meglio quando ci saremo estinti. Riguardo la mio sesto senso, oggi e' un senso di nausea. Ma passera'. Sperem...

Anonimo ha detto...

scusami non ho firmato...
Outerspace

dawoR*** ha detto...

non avrei mai sperato in tanta comprensione - allora è vero / siamo un nucleo combattente di resistenza mentale

:) dawoR***

DerfelX ha detto...

un po che non passo e un sacco di post, temo che non li leggerò tutti...
che dire, si sta svolgendo un apocalisse nella mia immaginazione dopo aver letto il tuo blog, davvero bravo.
resto dell' idea che siamo qualcosa di più di virus, di ometti impazziti; dannosi si ma complessi, e probabilmente soltanto un po' troppo confusi. io tenderei a non volermi estinguere ancora.

dawoR*** ha detto...

siamo di certo incapaci di osservare noi stessi - altrimenti non disprezzeremmo le formiche

:) dawoR***

francesca ha detto...

dawor sei coinvolgente, avvogente

francesca ha detto...

avvolgente :)

missmeletta ha detto...

Ciao ... anche la mia salvezza è la bellezza della Natura e non mi stanco mai di ripeterlo... non saprei proprio come sopravvivere se a volte non perdessi il mio sguardo nelle sue opere d'arte e se non dimenticassi la frenesia dei tempi di questa società smarrendomi nel Tempo rassicurante delle Stagioni. Mi complimento perchè non tutti sono in grado di ricavare Poesia dalla Realtà!!!

dawoR*** ha detto...

francesca* : coinvolgente perchè coinvolto anima e corpo,avvolgente perchè io stesso completamente avvolto da questo fuoco di sensazioni / non può essere altrimenti

meletta* : la Natura è Tutto - spesso ci smarriamo nel sciocco tentativo di passarle oltre / è stupendo poterlo condividere

Comicomix ha detto...

Sei davvero bravissimo.
Io credo che il senso della vita sia vivere.
Gaber ha detto un giorno:
Capire che non c'è niente da capire...non è ancora capire, ma è meglio di niente.

Un sorriso senza senso (o forse sì...)
Mister X di COmicomix

Nuvola ha detto...

..e nei tuoi post mi immergo volentieri.
Ricambio al sorriso ***

dawoR*** ha detto...

mister x* : gaber un altro genio che m'intriga parecchio

nuvola* : ma graaaazieeeee...

:) dawoR***

BiancaC ha detto...

Davvero scegliamo?
E poi la vita SEMBRA nulla ma è qualcosa. Solo che il senso del vivere lo si percepisce solo atraverso il dolore, a partire da quello fisico...

dawoR*** ha detto...

scegliamo sì - ma in modo del tutto casuale / anche il dolore fisico è un'illusione che non dura più di tanto

:) dawoR***

peccato non poterti ritrovare...

caramella-fondente ha detto...

Il senso della vita? Ti racconto una favola.....
Quella notte Aristocleo non riusciva a prendere sonno. Doveva capire una cosa importante: il senso della vita.
Aveva capito che mangiare gli serviva a procurarsi energia, bere a non far disidratare il suo corpo, dormire a far si che la sua mente non crollasse e continuasse a funzionare….ma tutto questo perché doveva essere fatto?
Dato che Aristocleo era un grande scienziato, era in grado di inventare qualcosa che lo aiutasse a capire quello che tanto desiderava capire, ma cosa poteva aiutarlo? Dopo notti insonni gli venne un’idea: inventò un macchinario che lo trasformò in un fiocco di neve che cade su una montagna. Qualcosa fatto d’acqua, l’elemento più trasparente e apparentemente debole, in realtà la cosa più forte in natura, diventato neve, cioè purezza, che cade sulla vetta di una montagna ad altezze immacolate, vicino al cielo, cioè alla risposta. Cosa ci poteva essere di più perfetto per il suo scopo!
Così si trovo a fluttuare nell’aria. Il vento lo accarezzava portandolo con sé, nell’aria limpida, il sole lo riscaldava nella sua discesa, fino a che non atterrò sul pendio di un’altissima montagna, dove attese, attese di sapere, attese che il cielo gli desse una risposta, ma la risposta non arrivò.
Ad un tratto, il mondo gli crollò sotto. Iniziò a precipitare vertiginosamente nel vuoto e si ritrovò ad essere una goccia d’acqua e insieme ad altre milioni di gocce stava rotolando verso la valle.
“Cosa succede?” chiese.
“Ci stiamo sciogliendo” rispose un altro fiocco di neve.
La discesa era molto ripida, l’acqua viaggiava a forte velocità e Aristocleo cominciò ad avere paura. L’altra goccia d’acqua che, si scoprì chiamarsi Leo, lo capì e gli strinse la mano, spiegandogli che non avrebbero potuto farsi male, di stare tranquillo.
Un giorno la corsa si fermò, Aristocleo non capì perché, poi vide Leo riunire in adunata tante altre gocce:
” Ragazzi, qualcuno ci ha raccolti in un secchio e ci stanno portando via dal fiume! Uniamoci e dondoliamoci da una parte all’altra del secchio!”
Così fecero e a loro si unì anche Aristocleo. Dopo alcune spinte volarono fuori , fortunatamente ricadendo nel fiume.
La corsa continuò e arrivarono alle rapide e la velocità divento' altissima. Aristocleo cominciò ad avere meno paura, urtava contro le rocce, rimbalzava e ricadeva nel fiume. Il suo amico Leo era a poca distanza da lui e questo lo rincuorava.
Leo gli si avvicinò e gli disse:” Tra poco faremo una caduta, non avere paura. C’è un grande salto alla fine delle rapide ma cadremo su molti di noi già arrivati giù che ci accoglieranno, non ci faremo niente”. E così fu.
Dopo la cascata il fiume si calmò sempre più, diventando sempre più grande e loro sempre più numerosi. Accolsero altre gocce d’acqua che arrivavano da altri viaggi e che raccontarono loro di tanti posti diversi e bellissimi.
Aristocleo era felice, ora poteva guardare la natura che lo circondava, la meta era vicina e infatti la raggiunsero: il mare, e lì la sua felicità fu totale! Una tale immensità, una tale libertà….non c’era più un'unica direzione davanti a sé dove andare, ma sceglievi tu dove! Certo c’era da lottare anche lì ma….che grandi spazi!
Leo gli sorrideva:” Vedi quella barca di pescatori?”.
“Certo!” rispose Aristocleo.
“ Vieni con me, insieme ad altri amici, la aiutiamo a uscire in mare aperto!”.
Si accostarono all’imbarcazione e la spinsero fino in alto mare, loro piccole e deboli gocce d’acqua!.
Il tempo passò e un giorno Aristocleo cominciò a volare. Inizialmente si spaventò, Leo che era rimasto in mare, gli sorrise:
” Non ti preoccupare, fatti cullare dalla natura”!
Allora si rilassò. Il vento lo trasportò e si ritrovò in una nuvola e …..quale meraviglia! Vide il mondo dall’alto: mari, laghi, montagne e sulle montagne ricadde come fiocco di neve…..ormai aveva capito.
Atterrò sulle sue gambe di uomo e guardò il mondo immenso e fantastico sotto di lui…e rise.

dawoR*** ha detto...

bellissima - grazie ***

:) dawoR***