
mi vedo che la prendo
la sradico dal suo mobiletto
di vetro ed ottone
e la scaravento di sotto,in strada
e invece sono ancora lì
con gli occhi straniti
a subirne l’irradiante ronzio fastidioso
la televisione è inguardabile
è un dispensatore di stupidità
assassina di massa delle coscienze
con programmi banali,monotoni
che stanno tra l’osceno e il ripugnante
su 100 ore di sferzante programmazione
se ne salva a malapena un minuto
e poichè non è un servizio gratuito
ma viene pagato e sovvenzionato
da chi ne usufruisce (subendolo)
ritengo che gli spettacoli emanati
siano tristemente compatibili con ciò
che tali sconsiderati committenti gradiscono
e quindi : mi dissocio !
mi dissocio da tale umanità passiva
sventolo il vessillo della ribellione
incombo con bombe contro le antenne
lanciandomi contro i suoi mulini
infilzandone le molteplici teste
e invece no,sempre lì
seduto come una morta cosa
con gli occhi cancellati
a subirne l’irradiante ronzio soporifero
la tv è l’untore moderno
un dio più crudele degli altri
che ti urla un solo comandamento
quasi fino a farti impazzire :
“ consuma ! consuma ! consuma ! “
le masse s’inchinano devote
davanti a questo totem ipnotico
che educa i giovani al conformismo
e strangola deboli e forti
col miraggio dell’edonismo più sfrenato
come un’elettrocalamita
attira a sé frammenti di varia umanità
e li disinnesca uno ad uno
imbelli come solo loro sanno essere
le masse adorano
questa nuova religione
che rispetto alla precedente
promette ancora di più
ed offre molto di meno
mi vedo che carico la colt
e faccio esplodere la scatola dannata
crivellandola di colpi
e invece ancora lì
k.o. sul divano tra acari e peli
con gli occhi drogati
a subirne l’irradiante ronzio ossessivo
“È stata la televisione che ha, praticamente
(essa non è che un mezzo) concluso l’era della pietà,
e iniziato l’era dell’edonè.
Era in cui dei giovani insieme presuntuosi e frustrati
a causa della stupidità e insieme dell’irraggiungibilità
dei modelli proposti loro dalla scuola e dalla televisione,
tendono inarrestabilmente ad essere
o aggressivi fino alla delinquenza
o passivi fino all’infelicità (che non è una colpa minore)”.
[P.P.Pasolini]