lunedì 29 ottobre 2007

15 - ad occhi aperti



la voce del sogno diceva
che celati da porte mai trovate
si espandono interi universi
di tenui mappature spirituali
geografie bellissime e sconosciute
e che alle volte
basta un pò di fortuna
per riuscire a trovarle ed aprirle
o anche avere il dono
di saper annusare certi segnali...

portavo mia madre in bici
che era ancora una bambina
con sottilissime mani di pasta
e meraviglia disegnata in volto
poi scoppiò una gomma
e in piena curva,di traverso
stava un albero del tempo
la cui punta poggiava su una pietra
e da sotto quelle crepe
veniva una melodia suadente
che m'invitava a sollevarla,io
così la alzai senza esitare
e subito venni risucchiato
in un mondo di rara bellezza

la voce del sogno diceva
che da un'anima
sorgono sempre molte anime
mentre per un corpo
respirare è già tanto

sabato 27 ottobre 2007

14 - vedere,osservare,ascoltare

“La più alta forma di intelligenza umana
è la capacità di osservare senza giudicare.”



puoi immaginarlo meglio
in questi rossi giorni d’autunno
“solo dio è virtuale”
che indossi sopra il nulla
il volto di horus
o il sorriso del buddha
...poco importa
(io m’immagino Faraone Immortale)
posso tutto nel bagliore protettivo
delle tre piccole stelle ***
che distruggono ciò che mi è avverso
dal cielo dorato degli istinti

l'uomo SAGGIO è un uomo FELICE ?

oh ...che ineludibile flagellazione
del nostro potere
ch’è il tempo,il tempo
sono io / sono tutto
zero d’uno zero,visibile interno
che moltiplicando annulla
e dividendo rende infinito
Toro Potente della costanza
che implica l’inutilità
come risultato finale
ad ogni latitudine
sono io / sono tutto
bestia in catene
trascino dietro di me
cadaveri di belle donne sorridenti
Destino Luminoso,sorte modellabile
dove l’ora e il domani
sono necessariamente potenziali
accessori della funzionalità
di universi dannatamente futili

senza denaro, senza risorse, senza speranze
SONO L'UOMO PIU' FELICE DEL MONDO
sono io / sono tutto
e sinceramente non lo so
se l’uomo saggio
è anche un uomo felice
o solo un ossesso
che si è murato da sé
(certo che se non parla e ride...)


jiddu krishnamurti dice senza parlare :
"la meditazione non è la semplice esperienza di qualcosa al di là dei pensieri e dei sentimenti di ogni giorno, né la ricerca di visioni e beatitudini ... La meditazione — che è cessazione del pensiero — apre la porta ad una vastità che trascende ogni immaginazione o congettura; è comprensione del mondo e delle sue vie ... Tutto ciò che il pensiero formula ha in sé il limite dei suoi confini, il pensiero ha sempre un orizzonte, la mente meditativa non ne ha, l'uno deve cessare perché l'altro possa essere ... La meditazione non è una continuazione o una espansione dell'esperienza, al contrario, è la completa inazione che è totale cessazione dell'esperienza; lo svuotarsi del conosciuto ... Se non c'è meditazione, sei come un cieco in un mondo di grande bellezza, luci e colori ... Meditare non è ripetere parole, sperimentare visioni o coltivare il silenzio, questa è una forma di autoipnosi ... La mente meditativa è vedere, osservare, ascoltare senza la parola, senza commento, senza opinione — attentamente e costantemente — il movimento della vita in ogni suo rapporto; allora sopraggiunge un silenzio che è negazione del pensiero, un silenzio che l'osservatore non può richiamare. Se ne facesse esperienza, riconoscendolo, non sarebbe quel silenzio ..."


io,troppo spesso ruvido
come ciottolo sensibile
non ancora levigato dall'acqua
posso tutto / sono tutto
senza denaro,
senza risorse,
senza speranze
SONO L'UOMO
PIU' FELICE DEL MONDO

venerdì 26 ottobre 2007

13 - immurazione


Il tropico del cancro di Miller
comincia all'incirca così :

«Sono senza denaro, senza risorse, senza speranze. Sono l'uomo più felice del mondo. Un anno fa, sei mesi fa, pensavo di essere un artista. Ora non lo penso più, lo sono. Tutto ciò che era letteratura mi è caduto di dosso... Questo non è un libro... lo canterò per voi, un po' stonato forse, ma canterò. Canterò mentre voi gracchiate».

raramente delle parole
hanno saputo penetrare
con tale poderosa forza
dentro di me
senza denaro, senza risorse, senza speranze
SONO L'UOMO PIU' FELICE DEL MONDO

sono io / sono tutto
le ombre si dissolvono
la tenebra schiarisce
sono io / non sono solo
sono tutto ed ora esco
(ciò che immagini,vibra pure
sotto le piante dei miei piedi)
io * io * io *


<< Questo non è un libro. E’ libello, calunnia, diffamazione. Ma non è un libro, nel senso usuale della parola. No, questo è un insulto prolungato, uno scaracchio in faccia all’Arte, un calcio alla Divinità, all’Uomo, al Destino, al Tempo, all’Amore, alla Bellezza… a quel che vi pare. Canterò per voi, forse stonando un po’, ma canterò. Canterò mentre crepate, danzerò sulla vostra sporca carogna…
Per cantare bisogna prima aprire la bocca. Ci vogliono un paio di polmoni, e qualche nozione di musica. Non occorre avere fisarmonica, o chitarra. Quel che conta è voler cantare. E dunque questo è canto. Io canto. >>

giovedì 25 ottobre 2007

12 - carne di stella


In definitiva,mia cara
immaginiamo le stesse storie
e siamo in egual misura
esposti alle trappole del mondo.
Sesso & Dio.

Se ora sapessimo le stesse cose
saremmo felici come due gatti
sdraiati nella stessa cesta
goduriosi di fusa e leccatine
c’inventeremmo le ali
per inseguire i pettirossi
leggeri come nuvole
libere al di là del cielo.
Io coltello e tu forchetta
ci papperemmo la stessa stella.

Ma io non sono nato
per condividere in astratto
un rimanere sulla soglia.
Esplodendo m'innalzo
ed allargando le narici - rido :
non c'è alcun dio.
Ah - dolce aria d'infinito.
Rido : non c'è alcun limite !


mercoledì 24 ottobre 2007

11 - la scatola del nulla


mi vedo che la prendo
la sradico dal suo mobiletto
di vetro ed ottone
e la scaravento di sotto,in strada
e invece sono ancora lì
con gli occhi straniti
a subirne l’irradiante ronzio fastidioso

la televisione è inguardabile
è un dispensatore di stupidità
assassina di massa delle coscienze
con programmi banali,monotoni
che stanno tra l’osceno e il ripugnante
su 100 ore di sferzante programmazione
se ne salva a malapena un minuto
e poichè non è un servizio gratuito
ma viene pagato e sovvenzionato
da chi ne usufruisce (subendolo)
ritengo che gli spettacoli emanati
siano tristemente compatibili con ciò
che tali sconsiderati committenti gradiscono
e quindi : mi dissocio !

mi dissocio da tale umanità passiva
sventolo il vessillo della ribellione
incombo con bombe contro le antenne
lanciandomi contro i suoi mulini
infilzandone le molteplici teste
e invece no,sempre lì
seduto come una morta cosa
con gli occhi cancellati
a subirne l’irradiante ronzio soporifero

la tv è l’untore moderno
un dio più crudele degli altri
che ti urla un solo comandamento
quasi fino a farti impazzire :
“ consuma ! consuma ! consuma ! “

le masse s’inchinano devote
davanti a questo totem ipnotico
che educa i giovani al conformismo
e strangola deboli e forti
col miraggio dell’edonismo più sfrenato
come un’elettrocalamita
attira a sé frammenti di varia umanità
e li disinnesca uno ad uno
imbelli come solo loro sanno essere
le masse adorano
questa nuova religione
che rispetto alla precedente
promette ancora di più
ed offre molto di meno

mi vedo che carico la colt
e faccio esplodere la scatola dannata
crivellandola di colpi
e invece ancora lì
k.o. sul divano tra acari e peli
con gli occhi drogati
a subirne l’irradiante ronzio ossessivo



“È stata la televisione che ha, praticamente
(essa non è che un mezzo) concluso l’era della pietà,
e iniziato l’era dell’edonè.
Era in cui dei giovani insieme presuntuosi e frustrati
a causa della stupidità e insieme dell’irraggiungibilità
dei modelli proposti loro dalla scuola e dalla televisione,
tendono inarrestabilmente ad essere
o aggressivi fino alla delinquenza
o passivi fino all’infelicità (che non è una colpa minore)”.
[P.P.Pasolini]

martedì 23 ottobre 2007

10 - il raccolto e la semina


Essere formato da specchi,la morte
a cavallo di neri motori silenziosi
di notte con legioni di stelle urticanti
viene nei desertici sobborghi
delle minuscole speranze umane
e con le graffianti punte ossute
riscrive all’infinito il suo nome
di ardite battaglie e spezzate intenzioni
sui tremuli tabelloni della pubblicità
avendo della tua presunta bellezza
solo pochi spicchi in tasca #



Il disinganno domina.E ride.